E' la storia di un incesto edipico (fratello e sorella a loro insaputa) emerso da una serie di interferenze-intercettazioni telefoniche e duplicato da una relazione fratello-sorella complessa e irrisolta.
Si annega in una nebbia di "crisi abbandoniche", di ascolti intrusivi, di solitudini abissali, alla ricerca di se stesso nell'altro, in una reiterata velleità consolatoria, per recuperare la sostanziale incomunicabilità esistenziale.
Stile sciolto, dialoghi essenziali.
Recensione di Carmela Chiricosta
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