venerdì 7 agosto 2009

Giuseppe Prezzolini, l'anarchico conservatore

Il saggio di Gennaro Sangiuliano è una biografia minuziosa e puntuale che cerca di sviscerare un pensiero a suo modo coerente, pur nelle sue contraddizioni. Nell'arco della sua lunga vita Prezzolini, testimone "scomodo" del suo tempo, incrocia svariate personalità politiche, intellettuali, giornalisti, filosofi, coi quali spesso polemizza, ed evidenzia i mali italiani, che interpreta alla luce della storia. Muore in volontario esilio senza venir meno alle sue convinzioni più profonde (conservatorismo, laicità, rigore morale).
Lo stile è semplice, ricco di citazioni.

recensione di Carmela

martedì 21 luglio 2009

L'ultimo disco di De André di Maurizio Di Paolo

Voglio approfittare del Blog per consigliarvi questo libro. Una lettura semplice e appassionante che va dritta al cuore e ai sentimenti.
Ivan, su consiglio del dottor Piccolino di Gaeta, si racconta per cercare di guarire dalla malattia che da diversi mesi lo consuma. Due matrimoni falliti e la sofferenza per essere rimasto solo. Per uscire da questo stato di turbamento interiore ha bisogno non di medicine ma di carta e penna per scrivere di se stesso e rielaborare la sua infanzia. Il suo viaggio inizia proprio dal camposanto di Gaeta, i suoi morti ormai riposano lì da anni e lui sente il loro richiamo. Si sistema nella casa appartenuta ai suoi genitori, lì il tempo pare si sia fermato: le pantofole consumate del padre quasi inservibili, ma che ancora assolvono al loro compito, il piccolo quaderno a quadretti rilegato da anelli colorati trovato dentro un cassetto. Sfogliare le sue pagine ingiallite rievocherà la figura del padre, uomo dalla personalità controversa e per il quale Ivan ha sempre nutrito stima e rispetto. Il ricordo più affettuoso è rivolto a Nonna Manella che abitava a Roma, donna dal forte temperamento, abituata a ogni avversità della vita ma dolce e sensibile allo stesso tempo.


Recensione di Sandro Guarino

Dettagli del libro
Titolo: L' ultimo disco di De André
Autore: Di Paolo Maurizio
Editore: Gruppo Albatros Il Filo
Data di Pubblicazione: 2009
Collana: Nuove voci
ISBN: 8856706474
ISBN-13: 9788856706475
Pagine: 81
Reparto: Narrativa italiana

giovedì 9 luglio 2009

"D'amore e d'odio" di Maria Rosa Cutrufeli

Le tematiche esemplificate nel romanzo si inseriscono in una saga familiare al femminile attraverso il Novecento, "il secolo terribile", a partire dalla disfatta di Caporetto (1917) fino al 31 dicembre 1999.
Le vicende familiari si intrecciano ai drammi, alle aspettative, ai sogni che percorrono un secolo contraddittorio e variegato, in un'Italia ricca di fermenti politici, sociali, industriali e artistici, che risente ancora di pregiudizi culturali e chiusure mentali. La forma scelta è volutamente sperimentale: in apertura di capitolo, come in una pièce teatrale o in una sceneggiatura cinematografica, c'è la lista dei protagonisti e la localizzazione spaziale e temporale. I colloqui "riportati" sono affidati a una voce sola, veicolano richieste d'aiuto psicologico e/o materiale e non disdegnano il supporto delle nuove tecnologie comunicative (e-mail).
L'interlocutore nascosto facilita le digressioni e la narrazione diventa prolissa.

Recensione di Carmela

mercoledì 1 luglio 2009

A modest proposal

A tutti i membri del circolo di lettura:

"Dialogando" con alcuni membri del GdL di Ziano Piacentino abbiamo ipotizzato la possibilità di un "gemellaggio" tra noi e loro per condividere letture e discussioni sui libri.


Che ne dite? Avete qualche idea carina su come realizzarlo? Pensiamoci e alla prossima riunione discutiamone insieme!

Edit del 03.07.2009:
Il GdL di Ziano P. ha pubblicato l'elenco dei libri che leggeranno nei prossimi mesi!

martedì 30 giugno 2009

La mendicante azzurra di Guido Rampoldi

Una spy story americana all'italiana! Un mix che per me non funziona e che mi ha lasciata molto perplessa. In molti punti ho avuto l'impressione che l'autore non sapesse come proseguire e che uno spunto interessante gli sia rimasto tra le mani allo stato embrionale. Interessante la parte riguardante il museo afghano: il pensiero corre alle opere trafugate, rivendute o peggio ancora distrutte per non lasciare traccia di testimonianze pre-islamiche!
Il protagonista è un italo-irlandese funzionario Onu che rimane invischiato in un intreccio in cui compaiono multinazionali e speculatori senza scupoli, retaggi lasciati dai russi, scavi archeologici scomparsi, taliban e arabi, sharia ed esecuzioni sommarie e come se non bastasse l'11 settembre!

"Più il tempo passava più sentiva l'impellenza di sbaragliare tutto. E non sapendo come fare aveva cercato un destino che provvedesse... Se ne esco sarà diverso, si disse quella notte mentre sobbalzando andava incontro al proprio fato."

lunedì 29 giugno 2009

Premio biblioteche 2009: i finalisti

Giovedì 25 giugno si sono svolte le votazioni per la selezione dei finalisti del Pre.mio(tre per la sezione narrativa e tre per la sezione saggistica).

Ecco i titoli dei selezionati:

Per la narrativa: Mazzucco, Petri, Rampoldi.

Per la saggistica: Gramaglia, Leogrande, Cantone.

lunedì 15 giugno 2009

"Uomini e caporali" Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del sud di Alessandro Leogrande

Si tratta di un libro inchiesta, con risvolti autobiografici familiari, su una realtà sommersa, misconosciuta, ma di notevole rilevanza socio-economica e umanitaria: il nuovo "caporalato", straniero ma connivente con l'imprenditorato agricolo meridionale e con i clan mafiosi locali, che sfrutta, con sistemi arcaico-moderni, una manodopera extracomunitaria e neocomunitaria sottopagata, schiavizzata, vessata, in assenza di leggi idonee e di criteri umanitari.
La situazione attuale affonda le sue radici storiche nei primi anni del novecento, quando un tentativo di rivoluzione agraria ( "la terra ai contadini" ) fu repressa dalle forze congiunte delle squadre fasciste e dell'esercito ( strage di Marzagaglia - 1920 ). La regione indagata è la Puglia con le sue colture di pomodori, carciofi, olive.... che richiama molti operai stagionali. Ma i "caporali", che mediano la richiesta e l'offerta del mercato lavoro, riducono in schiavitù gli operai che soccombono agli stenti, alle privazioni, alle condizioni disumane e spesso spariscono senza lasciare traccia.
Qualche falla nell'organizzazione, parcellare e globalizzata, permette di intravvedere il funzionamento di questo mondo ignorato, ma è fondato il timore che si tratti solo di un'illusione e tutto continuerà come sempre.
Questo libro-inchiesta costituisce un viaggio, tra passato e presente, nel nuovo caporalato straniero legato all'imprenditoria agricola pugliese e connivente con i clan mafiosi locali che sfrutta la manodopera extracomunitaria e neocomunitaria sottopagata, schiavizzata, vessata in assenza di leggi idonee e di criteri umanitari.
L'autore si esprime in modo lineare e aneddotico. E' talora ripetitivo, ma traccia un quadro inquietante e spietato di una società multietnica in cui il profitto di pochi si basa sulla sopraffazione e sulla sofferenza di molti.
Recensione di Carmela