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venerdì 7 agosto 2009

Giuseppe Prezzolini, l'anarchico conservatore

Il saggio di Gennaro Sangiuliano è una biografia minuziosa e puntuale che cerca di sviscerare un pensiero a suo modo coerente, pur nelle sue contraddizioni. Nell'arco della sua lunga vita Prezzolini, testimone "scomodo" del suo tempo, incrocia svariate personalità politiche, intellettuali, giornalisti, filosofi, coi quali spesso polemizza, ed evidenzia i mali italiani, che interpreta alla luce della storia. Muore in volontario esilio senza venir meno alle sue convinzioni più profonde (conservatorismo, laicità, rigore morale).
Lo stile è semplice, ricco di citazioni.

recensione di Carmela

giovedì 9 luglio 2009

"D'amore e d'odio" di Maria Rosa Cutrufeli

Le tematiche esemplificate nel romanzo si inseriscono in una saga familiare al femminile attraverso il Novecento, "il secolo terribile", a partire dalla disfatta di Caporetto (1917) fino al 31 dicembre 1999.
Le vicende familiari si intrecciano ai drammi, alle aspettative, ai sogni che percorrono un secolo contraddittorio e variegato, in un'Italia ricca di fermenti politici, sociali, industriali e artistici, che risente ancora di pregiudizi culturali e chiusure mentali. La forma scelta è volutamente sperimentale: in apertura di capitolo, come in una pièce teatrale o in una sceneggiatura cinematografica, c'è la lista dei protagonisti e la localizzazione spaziale e temporale. I colloqui "riportati" sono affidati a una voce sola, veicolano richieste d'aiuto psicologico e/o materiale e non disdegnano il supporto delle nuove tecnologie comunicative (e-mail).
L'interlocutore nascosto facilita le digressioni e la narrazione diventa prolissa.

Recensione di Carmela

venerdì 5 giugno 2009

"Solo per giustizia" di Raffaele Cantone

Non ho molto altro da aggiungere alle recensioni precedenti se non che ho letto con molto piacere e interesse questo libro che ho trovato sincero, semplice, sentito. Mi ha molto colpita la fiducia cieca che l'autore ha nella giustizia...e d'altronde non potrebbe essere altrimenti vista la professione, ma ho apprezzato la mancanza di toni polemici o critici nei confronti di leggi, istituzioni, avvocati opportunisti... che avrebbero potuto far prendere al libro una strada diversa e avrebbero potuto permettere al protagonista di togliersi qualche sassolino in più dalla scarpa...
"Forse a chi legge queste pagine , potrà apparire strano un attaccamento così forte a un lavoro che rende la vita difficile e piena di sacrifici. Tanto più che, come ho spesso ribadito, non ho mai sentito il ruolo del pm antimafia come una sacra missione. La verità è che la procura per me non è stato un luogo di lavoro come un altro, ma molto di più. Non so dove ho letto che è un immenso privilegio poter fare un lavoro in cui il piacere di svolgerlo è esso stesso lenimento alla fatica..."
A trovarlo un lavoro così!!!! :)

giovedì 28 maggio 2009

La mendicante azzurra, di Guido Rampoldi

Con un linguaggio semplice e capitoli brevi l'autore ci introduce nel mondo quotidiano del popolo afgano e ci fa capire la mentalità, il modo di vivere, la natura orgogliosa e disperata di queste persone costrette a mille compromessi pur di sopravvivere alla grande sopraffazione dei Talebani e di tutti coloro che, per interessi di stato o personali, cercano di depredare questa gente della loro storia antichissima per motivi economici o religiosi. L'astuzia della protagonista Hamina, che vuole vendicare l'uccisione della sorella e salvaguardare i segreti della loro storia molto antica, fa capire come le donne di questo paese si devono destreggiare per sopravvivere e vendicarsi della sopraffazione crudele degli uomini. Mi è piaciuto.
recensione di Erminia

martedì 19 maggio 2009

Meritocrazia, di Roger Abravanel

Libro complesso per la varietà delle problematiche affrontate, per la profondità dell'analisi, per il corredo della documentazione. La meritocrazia per l'autore è fondamentale per lo sviluppo e la mobilità sociale e i suoi presupposti sono le pari opportunità (da qui l'importanza data alla scuola) e la libera concorrenza. Particolarmente interessante la parte dedicata all'Italia, nella quale l'autore mette in evidenza l'assenza di meritocrazia e, di conseguenza, la scarsa mobilità sociale e il sentimento di sfiducia, assai diffuso tra gli italiani, verso le istituzioni. Nella parte propositiva, per migliorare la situazione, l'autore guarda (forse, a mio parere, un po' troppo) al mondo anglosassone, in particolare alle riforme fatte da Blair.
Il libro, pur nella complessità della materia trattata, si legge con facilità perchè l'esposizione è chiara e scorrevole.
Recensione di Bianca

mercoledì 13 maggio 2009

Solo per giustizia, di Raffaele Cantone

Cantone ci racconta la sua esperienza di magistrato inquirente a partire dagli inizi della sua carriera, soffermandosi in particolare sugli anni passari nella Direzione distrettuale antimafia di Napoli, dove ha portato a termine con successo difficili indagini contro la criminalità organizzata, ad esempio contro i Casalesi. Per quelle indagini ha subito gravi minacce, e quindi con la sua famiglia è stato costretto a vivere sotto scorta. Cantone descrive le sue inchieste con semplicità, senza atteggiarsi ad eroe e senza sentirsi investito di una missione (questa caratteristica del libro mi è piaciuta), ma leggendo ci si rende conto della professionalità, dello scrupolo, del senso di responsabilità che hanno contraddistinto il suo operato; il suo racconto testimonia il suo impegno civile e morale nei confronti della legalità e dello Stato. Leggendo si capisce anche quanto sia complessa l'indagine giudiziaria contro i clan camorristici, e di come richieda una perfetta collaborazione tra magistratura, polizia giudiziaria e altri corpi dello Stato, quanto siano importanti le intercettazioni telefoniche e le confessioni dei pentiti, ma soprattutto quanto sia fondamentale l'mpegno personale e lo spirito di servizio dei singoli individui. Da questo punto di vista il libro non è soltanto interessante, ma anche istruttivo.
recensione di Bianca

La lunga attesa dell'angelo

Bellissimo romanzo che racconta la vita del famoso pittore Tintoretto. Mi sono resa conto di come spesso conosciamo le opere degli artisti ma per niente la loro vita, la loro storia, le loro paure e questa è una grande lacuna culturale! A volte si trovano quei pannelli che raccontano la cronologia degli eventi di un pittore famoso ma poi i suoi sentimenti, il significato profondo di quegli eventi, non c'è nessuno che ce lo spiega.
Questo libro per me ha tentato di farlo e in un certo senso di ridare dignità a un pittore che spesso è annoverato nel mucchio di quelli della sua epoca (Tiziano, Veronese... i cosiddetti pittori veneziani) ma dai quali invece fu osteggiato ed evitato!

Mi ha spinta a cercare le opere di cui si parla e soprattutto ad approfondire, per quanto se ne sappia molto poco, la storia della sua prediletta figlia, Marietta, che ebbe un discreto successo come pittrice, con il nome de "La Tintoretta"!
Non tutti sanno che il soprannnome del pittore deriva dal fatto di essere il figlio del tintore, dal quale imparerà le prime arti di manipolare il colore:

"I colori avevano un odore, e anche un sapore. Alcuni sapevano di minerale, di terra e di spiagge lontane - altri di animale, di legno bruciato o della profondità del mare. Nella tintoria di mio padre accadeva qualcosa di magico. E io volevo capire l'alchimia delle metamorfosi".
Recensione di Stefania

domenica 10 maggio 2009

Solo per giustizia di Raffaele Cantone


"Vita di un magistrato contro la camorra"
Racconto lineare e scorrevole delle inchieste contro la camorra di Mondragone e Casal di Principe, improntate a scrupolo e serietà professionale e corredate da considerazioni di sconcertante realismo: la mafia attecchisce in un ambiente di omertà, di connivenze, di scarso senso civico, di sfiducia nelle istituzioni ed è difficile da estirpare propio per l'apatia, la paura, il lassismo che caratterizzano individui, ma anche amministrazioni e istituzioni preposti a salvaguardia della legge e del diritto.
Per combatterla è imprescindibile l'apporto delle intercettazioni personali e ambientali, dei testimoni e collaboratori di giustizia, della competenza professionale e del lavoro di squadra, ma soprattutto di una rivoluzione culturale di base che risvegli la coscienza civica di tutti.
Il racconto prende l'avvio da un trasloco per promozione e si intreccia con le vicende personali e familiari, che restano in sottordine.
Recensione di Carmela

Per approfondire: Raffaele Cantone

sabato 9 maggio 2009

La lunga attesa dell'angelo di Melania G. Mazzucco

"Coi capelli tagliati rozzamente sembrava un pulcino. Mi si avvicinò e fece per darmi un bacio. Le diedi uno schiaffo. Il mio garzone non mi bacia, dissi. Marietta rispose, svelta: peccato. Che hai fatto? gridò Faustina quando la vide così conciata, il mattino dopo. Marietta si era infilata un giubbetto attillato e un paio di calzoni cremisi, aderenti, con la conchiglia imbottita per proteggere il sesso dagli urti - o per evedenziarlo.
Erano abiti del mio Schila, poco più alto di lei.Faustina l'afferrò per un orecchio e le disse di andare subito a cambiarsi - svergognata che sei - e a mettersi un fazzoletto sopra quella zucca vuota.
Le spiegai che non era stata un'idea della bambina: avevo deciso di prendere Marietta con me."


Libro di grande capacità narrativa di Melania Mazzucco, sulla vita di Jacomo Robusti detto il Tintoretto, nella Venezia del Cinquecento, e della figlia Marietta.
Quest'uomo così carismatico, vissuto unicamente per l'arte, sua passione assoluta, alla quale sacrifica tutto, anche gli affetti.
L'Angelo lungamente atteso è la Morte: Jacomo quasi ottantenne, in preda ad una febbre che lo tormenta per quindici giorni prima della morte, si trova inevitabilmente a fare i conti con la propria esistenza. Alla difficoltà di emergere come pittore, a sua moglie Faustina, donna concreta e positiva che gli darà otto figli e al suo rapporto con loro così difficile e tormentato.
Ma sopra ogni cosa lei, Marietta sua figlia illeggittima. Lei sarà la prediletta, l'amerà per tutta la vita di un amore infinito, quasi morboso. Marietta, grazie agli insegnamenti di Jacomo, diverrà una pittrice apprezzata, sarà per lunghi anni suo garzone di bottega insieme agli altri figli maschi e amerà suo padre totalmente, di un amore assoluto.
Sarà la sua Musa, la sua Scintilla, la sola che riuscirà a trasmettergli il senso di un'intera esistenza.

"Se ripenso alla mia infanzia vedo la tintoria di mio padre.
I locali enormi, inondati di luce. Le caldiere, i fuochi avvolti da vapori acri e inebrianti su cui bollivano mastelli e si scioglievano polveri misteriose. I magazzini in cui si allineavano barili contraddistinti da cartigli che dicevano robba, sommacco, corteccia di quercia, vetriolo romano, brasile, legno di galla, guado, indaco, melograno, scorza d'arancia, kermes. Le barche in cui i panni stavano a bagno per ore o giorni o il tempo di un miserere, i bastoni di vetro, la pioggia colorata sul viso e sulle mani, i lenzuoli dei giganti, le chiovere lungo i canali - quelle tele fragili, come grandi quadri monocromi rivolti verso il cielo, il sole, la luce."



Recensione di Piera

Indiana, di Mariella Gramaglia

Gramaglia ci presenta un quadro ampio della società indiana, soffermandosi sugli aspetti di povertà e arretratezza, ma anche mettendo in evidenza quelli di sviluppo e innovazione, non tanto nel campo della tecnologia quanto in quello delle conquiste sociali, dell'associazionismo e della solidarietà. Non sono trascurati i molteplici aspetti della religiosità, molto sentita dalla popolazione, e lotte religiose, i riferimenti alle vicende storiche, a partire dall'Indipendenza, e alla situazione politica. L'autrice coglie le contraddizioni di una società in movimento, aperta al rinnovamento ma anche legata ad antiche tradizioni e pregiudizi. Si tratta, a mio parere, di un libro interessante che, pur nello spessore dei contenuti, risulta di piacevole lettura grazie anche alle qualità narrative della scrittrice.


Recensione di Bianca

domenica 19 aprile 2009

L'orrore di invecchiare, la paura di non essere amati

Immagine di Jezabel

Irène Némirovski, Jezabel, Milano : Adelphi, [2007]. - 194 p. ; 22 cm.

Il romanzo si apre con la scena di un processo: una donna, Gladys Eysenach, bella e affascinane, anche se non più giovane, viene giudicata per l'assassinio di un giovane, che si presume fosse il suo amante. Al termine del processo, seguito da un folto pubblico morbosamente eccitato, la donna viene condannata ad una pena piuttosto lieve, in quanto la giuria ritiene si tratti di un delitto passionale e le concede le attenuanti per questo.
La verità è invece un'altra, come scopriamo nella narrazione che segue la fine del processo, in cui viene ripercorsa la lunga vita della bella Gladys, continuamente preoccupata dal perdere la sua bellezza e giovinezza e con essa il suo fascino sugli uomini, tanto da mentire sull'età della figlia e da rifiutare l'idea di una sua gravidanza. Fino ad arrivare al tragico epilogo dell'assassinio.

Il libro affronta in modo coinvolgente e a tratti struggente il tema doloroso dell'invecchiare e della perdita della bellezza, portandolo fino alle estreme conseguenze.
Tuttavia durante la lettura l'argomento del processo a una bella donna, assassina apparentemente per passione, non ha potuto non richiamarmi alla mente L'altra Grace di Margaret Atwood, sicuramente vincente nel confronto.

martedì 14 aprile 2009

I cani e i lupi di Irène Némirovsky

Approfitto dell'opportunità per rompere il ghiaccio su questa scrittrice che sto imparando ad amare. I cani e i lupi è il primo di due libri che ho letto.

“..Non sai come, da bambina, immaginavo il mio amore per te, la mia vita con te, così, adesso, il pomeriggio alle quattro immagino di dovermi sbrigare, mi dico che non bisogna dimenticare la merenda o, nei giorni di pioggia, il cappuccio, e mi vedo tornare a casa tenendo un bambino per mano. Ma credo che sia un sogno irrealizzabile. Dio non mi ha fatto per queste cose. Mi ha fatto per vivere ai margini della vera vita delle donne, per trovare la mia gioia e il mio dolore fuori dal consueto cammino delle altre”.

Non mi vergogno ad ammettere che mi ha fatto piangere a dirotto. La storia si snoda tra l’est Europa e Parigi, in un arco temporale che va dall’infanzia della protagonista alla sua maturità, fino al momento delle scelte d’Amore con la A maiuscola! Ho avuto la sensazione che sia stata copiata in altri testi, in film, ma che la vera ed unica originale Storia sia questa. Scritto in maniera meravigliosa e con una sensibilità e delicatezza che apprezzo molto in un buon libro.

“Dio mio, perché non me l’hai dato? Era fatto per me, destinato a me, e io a lui…Dammelo! Accetto tutto: il suo abbandono quando si sarà stancato di me, il dolore, la vergogna, tutto quello che vuoi, ma dammelo! Non è possibile che io l’abbia amato invano per tanto tempo, se non per la tua volontà di riunirci un giorno! Dammelo, Signore…La strada era buia e deserta, Nessuno avrebbe visto scorrere le sue lacrime.”