Visualizzazione post con etichetta Alessandro Leogrande. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alessandro Leogrande. Mostra tutti i post

giovedì 15 aprile 2010

Vincitori 2009: riflessioni

Vincitori 2009: Melania Mazzucco e Alessandro Leogrande.

La Mazzucco l'avevo votata per cui mi ha fatto piacere la sua vittoria. Il libro mi ha coinvolta, colpita e interessata e l'ho trovato anche originale.

Il libro di Leogrande confesso che non l'avevo letto e dopo che ha vinto, Donata ha talmente insistito per farmelo leggere da lasciarmi la copia omaggio a disposizione a tempo indeterminato (credo di averla tenuta per circa 3 mesi) e di questo la ringrazio. All'inizio ho fatto fatica perché l'ho trovato crudo e a tratti ripetitivo: cambiavano i protagonisti ma le situazioni erano sempre le stesse. Poi sono accaduti i fatti di Rosarno e subito dopo ho letto che questo era uno dei libri consigliati da Saviano...e allora mi sono imposta di finirlo! Che possa esistere qui in casa nostra una nuova schiavitù mi ha colpita profondamente e non faccio che chiedermi quanto ancora si possa scendere in basso in questo paese...

lunedì 15 giugno 2009

"Uomini e caporali" Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del sud di Alessandro Leogrande

Si tratta di un libro inchiesta, con risvolti autobiografici familiari, su una realtà sommersa, misconosciuta, ma di notevole rilevanza socio-economica e umanitaria: il nuovo "caporalato", straniero ma connivente con l'imprenditorato agricolo meridionale e con i clan mafiosi locali, che sfrutta, con sistemi arcaico-moderni, una manodopera extracomunitaria e neocomunitaria sottopagata, schiavizzata, vessata, in assenza di leggi idonee e di criteri umanitari.
La situazione attuale affonda le sue radici storiche nei primi anni del novecento, quando un tentativo di rivoluzione agraria ( "la terra ai contadini" ) fu repressa dalle forze congiunte delle squadre fasciste e dell'esercito ( strage di Marzagaglia - 1920 ). La regione indagata è la Puglia con le sue colture di pomodori, carciofi, olive.... che richiama molti operai stagionali. Ma i "caporali", che mediano la richiesta e l'offerta del mercato lavoro, riducono in schiavitù gli operai che soccombono agli stenti, alle privazioni, alle condizioni disumane e spesso spariscono senza lasciare traccia.
Qualche falla nell'organizzazione, parcellare e globalizzata, permette di intravvedere il funzionamento di questo mondo ignorato, ma è fondato il timore che si tratti solo di un'illusione e tutto continuerà come sempre.
Questo libro-inchiesta costituisce un viaggio, tra passato e presente, nel nuovo caporalato straniero legato all'imprenditoria agricola pugliese e connivente con i clan mafiosi locali che sfrutta la manodopera extracomunitaria e neocomunitaria sottopagata, schiavizzata, vessata in assenza di leggi idonee e di criteri umanitari.
L'autore si esprime in modo lineare e aneddotico. E' talora ripetitivo, ma traccia un quadro inquietante e spietato di una società multietnica in cui il profitto di pochi si basa sulla sopraffazione e sulla sofferenza di molti.
Recensione di Carmela